lunedì 11 novembre 2019

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martedì 15 ottobre 2019

Autunno e foglie di vite

Uva e foglie di vite simbolo di VITA e di SPERANZA



Xilografia giapponese (ca.1930) realizzata da Ohara Koson (Shoson) (1877-1945), pittore e incisore stile Ukiyoe.





LAVORO, FEDE E BUONA VOLONTÀ SONO LE QUALITÀ CHE SERVONO AFFINCHÉ LA VITE DIA I SUI FRUTTI


TENACIA, FIDUCIA ED ENTUSIASMO SONO LE QUALITà CHE SERVONO PER REALIZZARE I PROPRI PROGETTI






LA VITE NELLA CULTURA CLASSICA GRECA E LATINA

La cultura greco-romana è ricca di significati simbolici.  Il vino, nettare degli dei, era associato al dio Dioniso, per i Greci, e Bacco, per i Romani. Il vino, e di conseguenza anche l’uva e la vite, erano considerati come l’essenza stessa della vita e dell’immortalità. Il proverbio latino In Vino Veritas, ovvero “nel vino c’è la verità”, è famoso ancora oggi. Il vino, e quindi la vite, legata al concetto di Verità è molto importante perché la Verità è Dio, è il Verbo, la Legge divina, ovvero la legge della Natura che regola il ritmo delle stagioni e della vita.

LA VITE NELLA RELIGIONE CRISTIANA

Nel Cristianesimo la vite è un simbolo che ritroviamo in molti passi delle Sacre Scritture, è simbolo di fecondità e benedizione. Quando Mosè invita all’esplorazione della Terra Promessa ricchezza e abbondanza sono rappresentate da un grappolo d’uva. Nel Nuovo Testamento, la vite diventa un simbolo di Gesù. I tralci sono allegoria dei credenti, che se si staccano dalla vite, ovvero si allontanano da Cristo, si seccano, al contrario godono della linfa vitale e danno origine al frutto. Il vino è inoltre simbolo della benedizione divina. Il primo miracolo compiuto da Gesù alle Nozze di Cana è proprio la trasformazione dell’acqua in vino. Nell’Ultima Cena assume il suo significato simbolico più profondo, rappresenta il sangue di Cristo che dona la sua vita e salva l'Umanità.

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lunedì 19 agosto 2019

Uovo di Colombo

Oggi voglio raccontarvi una storia.
C’era una volta tanto tempo fa un coraggioso avventuriero che decise di andare a scoprire nuove terre. Così insieme ad un gruppo di uomini valenti partì per mare con tre piccole imbarcazioni chiamate caravelle. Le caravelle sono barche costruite per brevi viaggi lungo la costa non per affrontare il mare aperto e le onde dell’oceano. Dopo un viaggio molto lungo e pieno di insidie riuscì, grazie a grande coraggio ed abilità, nel suo intento ed approdò su un territorio sconosciuto. Era il 12 ottobre del 1492 e il personaggio che compì questa impresa impossibile si chiamava Cristoforo Colombo. Da questa storia ha origine il famoso ‘’uovo di Colombo’’ un modo di dire che ha lo stesso significato del proverbio popolare ‘’tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare’’. Una volta riuscito a tornare a casa Colombo fu premiato ma anche criticato. A coloro che giudicavano con superficialità e leggerezza la sua impresa era solito rispondere <la differenza è che voi avreste potuto farlo, io invece l’ho fatto>.


Giudicare il lavoro fatto da altri è facile, troppo facile. Il bello dell’arte è che nessuno è in grado di replicare qualcosa fatto da qualcun altro, neanche il pittore stesso riuscirebbe a fare due volte la stessa cosa.







giovedì 15 agosto 2019

Il significato del successo

< successo >


  s. m. [dal lat. successus -us «avvenimento, buon esito», der. di succedĕre, nel sign. di «avvenire» e in quello di «riuscire, avere buon esito»]. Esito favorevole, buona riuscita. Conseguimento di un risultato positivo, possibilità favorevole per esprimere e/o realizzare quanto desiderato e progettato. Raggiungimento di completezza e soddisfazione.  (www.treccani.it)





« Ha avuto successo colui che ha vissuto bene, ha riso spesso e amato molto; chi si è guadagnato il rispetto di persone intelligenti e l'amore dei bambini piccoli; chi ha trovato il suo posto e ha portato a termine il suo compito; chi ha lasciato il mondo meglio di come l'ha trovato, grazie a un papavero coltivato, a una poesia perfetta o a un'anima salvata; chi ha saputo apprezzare la bellezza della Terra e non ha mai mancato occasione di esprimerla; chi ha cercato sempre il meglio negli altri e ha dato loro il meglio di sé; colui la cui vita è stata una fonte di ispirazione, il cui ricordo è una benedizione »


Bessie Anderson Stanley






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Cos'è per me il successo?

Essere la persona che ho sempre desiderato diventare: me stessa.

Perché la vita ti mette alla prova, ti cambia, ti snatura e non è sempre facile rimanere in contatto con la parte più vera di noi, ricordare e rispettare chi siamo, sempre.





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mercoledì 14 agosto 2019

Genesi: è nato prima l'uovo o la gallina?

Genesi: è nato prima l'uovo o la gallina?


Quest’opera fa parte di un ciclo pittorico dedicato alla Nascita.
Con il termine ''nascita'' si intende in modo metaforico l’origine di un’idea, di un progetto, di un percorso, di una Nuova Via. Con l’immagine dell’uovo si allude alla nascita di una nuova vita spirituale.
Il nome Genesi fa riferimento al Mondo biblico, spirituale e cristiano. Il paradosso che segue, al contrario, appartiene al mondo della filosofia greca, e suggerisce riflessioni legate all’origine del Mondo da un punto di vista naturalistico ed evoluzionistico.

Il paradosso, infatti, viene già citato dagli antichi filosofi greci quali Aristotele e Plutarco.

Ma il primo che lo formula nel modo in cui lo conosciamo oggi è Ambrogio Teodosio Macrobio nella sua opera Saturnalia in cui prova a darne una risposta motivata:


(LA)
« "Ovumne prius exiterit an gallina?"... ovum prius a natura factum iure aestimabitur. Semper enim quod incipit inperfectum adhuc et informe est et ad perfectionem sui per procedentis artis et temporis additamenta formatur: ergo natura fabricans avem ab informi rudimento coepit, et ovum,
in quo necdum est species animalis, effecit: ex hoc perfectae avis species extitit procedente paulatim maturitatis effectu. » [1]


(IT)

« "È nato prima l'uovo o la gallina?" ...si ritiene, a ragione, che l’uovo sia stato creato per primo dalla natura. Infatti per primo ha origine ciò che è imperfetto e per giunta informe e attraverso qualità e tappe progressive prendono forma le aggiunte (intese come le caratteristiche dell’individuo adulto): dunque la natura cominciò a formare l’uccello da materia informe e produsse l'uovo, nel quale non vi è ancora la specie di animale: da questo a poco a poco ha origine una specie perfetta di uccello in seguito a un progressivo effetto di maturazione. »


(Ambrogio Teodosio Macrobio, Saturnalia VII,16) 


Al paradosso possiamo dare due spiegazioni, una scientifica e l’altra religiosa.
Da un punto di vista strettamente scientifico ed evoluzionistico la risposta al paradosso è l’"uovo", gli uccelli, e dunque anche le galline, derivano da animali dotati della capacità di deporre uova.
La risposta religiosa al paradosso, invece, si ritrova nella Genesi.

« In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. » [2]

(I primi due versetti del libro della Genesi, nonché l'incipit dell'intera Bibbia e della Torah)


Il Libro della Genesi (ebraico בראשית bereshìt, "in principio", dall'incipit; greco Γένεσις ghènesis, "nascita", "creazione", "origine"; latino genesis), comunemente citato come Genesi (femminile), è il primo libro della Torah del Tanakh ebraico e della Bibbia cristiana.

Poiché la Bibbia non menziona le uova, ne deriverebbe una creazione degli uccelli in forma già adulta: in questo caso il paradosso vede la "nascita" prioritaria della gallina rispetto all’uovo. 
In conclusione da quanto sopracitato è possibile affermare che dal modo di rispondere al paradosso è possibile in qualche modo capire se il nostro pensiero sull’origine del mondo sia più religioso o scientifico e, in questo senso, se diamo più importanza agli aspetti religiosi e spirituali della vita o a quelli più concreti e razionali.
Questo è lo scopo del quadro: un vero e proprio invito a una riflessione metafisica sulla vita.


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Descrizione del quadro


Il soggetto del quadro è una gallina in un prato con alcune uova ai suoi piedi.

La posizione della gallina, con lo sguardo verso destra, suggerisce l’idea di movimento verso l’avvenire, la sua attenzione è rivolta al futuro, questo perché secondo il modo di leggere occidentale da sinistra verso destra, lo sguardo si muove da sinistra a destra, a sinistra si trova l’inizio e a destra la conclusione.

Le uova sotto di lei brillano come di luce propria, è una gallina dalle uova d’oro: così come nella favola di Esopo [3] il contadino per avidità uccise la gallina e perse la possibilità di arricchirsi, così la creatività, il potere della creazione non deve essere finalizzato per scopo utilitaristico ma solo per l’amore in sé per l’Arte e la creazione stessa.

L’uovo che sta per schiudersi a sinistra è l’unico ad essere in posizione verticale, è l’uovo di Colombo, ma anche l’uovo del Brunelleschi.

L’enigma di riuscire a far stare un uovo “ritto sul tavolo’’ viene raccontato dal Vasari ne’ Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori. Solo il Brunelleschi vi riuscì, e ispirandosi all’uovo realizzò la Cupola di Santa Maria del Fiore di Firenze. [4]

Secondo l’aneddoto popolare, invece, Cristoforo Colombo, a coloro che giudicano con superficialità e leggerezza il lavoro degli altri, risponde << la differenza è che voi avreste potuto farlo, io invece l’ho fatto! >> [5]

L’uovo è simbolicamente e realmente all’origine della vita, le sue proprietà nutritive nutrono l’uomo dalla “notte dei tempi’’, prima di diventare stanziale e dedicarsi alla coltivazione e all’allevamento, l’uomo si nutriva delle uova degli animali che riusciva a trovare nei loro nidi. L’uovo è simbolo di natività e di purezza.

Così come dopo un periodo di gestazione i pulcini escono dall’uovo, allo stesso modo dopo un periodo ricerca introspettiva le idee escono dalla mente sotto forma di opere e creazioni. Ecco che l’uovo è l’immagine simbolica della mante, che sta per schiudersi, che sta per creare, dalla quale sta nascendo qualcosa che prima non c’era, la magia dell’Arte come quella della creazione sta nel creare e nel rendere visibile qualcosa che prima non esisteva affatto. In ogni uovo, in ogni creatura, in ogni atto creativo sta la magia dell’infinito, del divenire che è in noi e nella materia che muta in continuazione, un equilibrio perfetto di creazione e distruzione all’origine dell’Universo e del Mondo.



Note bibliografiche

[1]  Ambrogio Teodosio Macrobio, Saturnalia (V secolo, 430 d.C.)
[2]  La Sacra Bibbia (I primi due versetti del libro della Genesi, nonché l'incipit dell'intera Bibbia e della Torah)
[3]  Esopo, Le favole di Esopo, (VI secolo a.C.)
[4]  Giorgio Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori (1ª ed. originale 1550)

[5]  Girolamo Benzoni, Historia del Mondo Nuovo (pubblicata a Venezia nel 1565)




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lunedì 12 agosto 2019

La simbologia dei numeri: il N° 0


N. 0




Io sono l’anima che danza
nella messa in opera
di tutte le energie.

Sto in equilibrio tra azione e attesa
tra aria e fuoco
tra istinto e temperanza.






Dedicato alla mia cara amica e collega Caterina Zucchi e al suo Studio Zero Vetro dove compie opere in vetro di mirabile bellezza.





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Significato simbolico del n° ZERO


Il numero ZERO rappresenta il Vuoto, assenza totale di qualsiasi cosa. Il Vuoto porta con se il Tutto, perché è il preludio di tutte le cose e la possibilità di fare qualsiasi cosa, è lo spazio necessario che serve per creare e dare vita. 
Lo ZERO rappresenta l’inizio del viaggio, e quindi per esteso è la rappresentazione metaforica di un percorso e del nostro viaggio personale.

Il fatto di non avere valore numerico è molto importante, ci dice che non è misurabile e come tale ha un grande potenziale, infinite possibilità di azione ed energie illimitate, in poche parole non ha limiti, se non ha limiti è infinito. 

Lo ZERO esprime quindi una totale libertà. Nella sua completa capacità creativa è tutt’altro che statico, anzi è un numero dinamico, contiene in se la volontà di crescere e andare avanti all’infinito, perché come abbiamo detto contiene in se l’infinito. Questa tensione verso un movimento sempre in avanti lo caratterizza come numero attivo, rappresenta un flusso di energia, energia in circolo, il mistero della vita e del creato. Questo continuo movimento è infatti quello dell’energia cosmica primordiale, dell’impulso vitale, dell’Origine dell’Universo e della vita. Lo ZERO ha una forma ellittica come l’orbita dei pianeti, come l’uovo e i semi, per questo rappresenta Dio e la perfezione divina. Rappresenta l’Uovo cosmico, l’energia primitiva, animale, vera, sincera e innata, l’istinto. Il rimando alla ciclicità della vita lo avvicina all’Uroboro, simbolo di Eternità.

Questa tensione verso la creazione e alla crescita pur essendo innata e naturale è tutt’altro che semplice, anzi richiede molta energia ed impegno continuo, è l’inizio di un cammino lungo ed impegnativo, verso l’iniziazione e la conoscenza. Questa grande energia, deve essere indirizzata verso qualcosa, altrimenti rischia di disperdersi. Lo ZERO ha bisogno di trovare qualcosa o qualcuno che lo spinge ad andare avanti verso un obbiettivo per non rischiare di ‘girare in torno’ senza senso. Quindi è per questo sia un numero attivo che recettivo, questo lo rende perfetto e completo perché contiene al suo interno sia il principio positivo che negativo.
Lo ZERO  può dare un senso al suo movimento se inserito in un contesto, nel mondo, allo stesso tempo il mondo ha bisogno dello ZERO per esistere, dell’energia cosmica per il proseguire della vita.

Lo ZERO è anche un passaggio, una porta, un ponte tra due mondi, è il momento di passaggio tra il Niente e il Tutto. Lo ZERO è anche la Via del Vuoto, della meditazione e della riflessione interiore, necessaria prima dell’azione. Quindi lo ZERO è allo stesso tempo Porta e Via.
In conclusione lo ZERO è il Niente e l’insieme del Tutto, vuoto assoluto e perfezione assoluta, assenza totale e completezza.





Significato positivo

NON HA NUMERO
NON HA LIMITI
LIBERTà TOTALE
SPENSIERATEZZA
VACANZA
LIBERAZIONE
ORIGINE DELL’UNIVERSO
ENERGIA COSMICA PRIMORDIALE
ARMONIA COSMICA
MISTERO DELLA VITA E DEL CREATO
ORIGINE
ORIGINE DELLA VITA
ORIGINE DELLE IDEE
ORIGINE DELLA CREAZIONE
IMPULSO VITALE
SOFFIO VITALE
INIZIO DI UN CAMMINO
INIZIO
TUTTO IN POTENZA
CONCEPIMENTO
NASCITA
INIZIAZIONE
ANIMA
ANIMA MUNDI
COSCIENZA
SPIRITO
UOVO
UOVO COSMICO
UOVO FILOSOFICO
UROBORO
INFINITO
COMPLETEZZA
REALIZZAZIONE SUPREMA
DIO
PORTA
VIA



Significato negativo

FUGA
FOLLIA
VAGARE SENZA META
ANSIA
INCERTEZZA
DISORDINE
CAOS





Movimento

Orizzontale nello spazio, da sinistra a destra, verso l’avvenire, verso il futuro, nel senso che può solo andare avanti all’infinito, oppure girare in circolo all’infinito, ma non può mai andare in dietro
Ellittico all’infinito, assimilabile all’Uroboro, serpente che si morde la coda simbolo di Eternità ed Infinito.





Comportamento

Attivo/recettivo. Attivo perché prelude al movimento e quindi ha in se tutto il potenziale della creazione. Recettivo perché è in grado di accogliere qualsiasi cosa, di custodirlo, nutrirlo facendo si che cresca e si sviluppi. Lo ZERO è allo stesso tempo seme e frutto.





Cosa ci dice il n° ZERO


“Io non so chi sono.
Io sono tutto, io non sono niente.”


“Sei alla ricerca di te stesso?
Bene, sei sulla strada giusta: la tua.”






Il segreto del n° ZERO


Agisco, mi muovo, non per quello che so o che ho imparato, ma per quello che sono. Per andare avanti bisogna muoversi. Non è possibile capire la logica o dare spiegazione a tutto, dobbiamo e possiamo solo accettare che l’origine della vita, dell’Universo, dell’energia cosmica è una potenza primordiale senza definizione e senza limite. Non possiamo dare un numero ed un valore a tutto, misurare e conoscere tutte le cose, possiamo solo vedere come la vita si manifesta e cosa porta con se.





Domande su cui ci invita a riflettere il n° ZERO

Dove sono?  Dove sto andando?
Come posso canalizzare la mia energia?
Come posso stabilire/trovare una meta?
Quale strada devo scegliere?
Cosa sto cominciando?
Cosa mi spinge ad andare avanti?
Qual’è la mia forza interiore? Qual’è il mio scopo?
Dove devo andare?
Quale viaggio mi piacerebbe fare? Dove mi piacerebbe andare?
Cosa vorrei diventare? Chi vorrei essere?
Chi mi accompagna? Chi mi incoraggia?
Di quale aiuto ho bisogno?
Sei in viaggio alla ricerca di qualcosa? Di che cosa? Dove pensi di trovarlo?
Dove stai andando?







Tratto da La simbologia dei numeria cura di Sara Spolverini, 2019


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