lunedì 13 novembre 2017

LIVORNA ART CONTEST 1°ed. AUTORI e OPERE








Le opere saranno in mostra dal   25 novembre all' 8 dicembre


Via Enrico Mayer n°58 Livorno, dal lunedì al sabato orario 17.00-19.30



L'autore dell'opera più votata dal pubblico si aggiudicherà il premio messo in palio da Schubert Belle Arti.



Gli autori e le loro opere sono presentati in ordine di adesione.






1. Andrea Dani
fotografia


"una foto al giorno"



Apprezzatissimo fotografo livornese ci regala ogni giorno dal 2011, anno di apertura del suo blog “LivOrNot”, scatti unici della nostra amata Livorno.
Occhio mai banale o scontato, il suo stile è unico e fortemente riconoscibile, le sue foto sono limpide, imprevedibili, attraverso i suoi scatti è possibile riscoprire ogni volta la bellezza della nostra Città. 
















Foto in mostra




facebook.com/livornot








2. Silvia Nencini
pittura


Silvia Nencini è una designer e un'illustratrice, disegna e dipinge, sul suo blog Silvia Nencini Art Blog  potete trovare i suoi bellissimi lavori tra cui paesaggi, ritratti e dolcissime illustrazioni da favola.
In mostra alcune delle sue opere più belle, le tamerici del lungomare livornese al tramonto, immagini di una poesia e meraviglia unica.






Opera in mostra: Tamerici














Tamerici, olio su tela.








3. Evi Lenti
pittura








Calligrafia giapponese, traduzione del Maestro Norio Nagayama di un verso della poesia

Questo odore marino di Giorgio Caproni

<< Negli occhio ho il sole fresco del primo mattino, il sale del mare... >>




Evi Lenti è presidente dell’associazione ORIENTE.
Dal 2003 Evi tiene corsi di Qi GongGinnastica Integrata e Terza Età, grazie alla formazione presso la scuola Osteoshiatsu di Livorno (1999-2003) con approfondimenti di Daoyin (qi gong) Yangshengong del prof. Zhang Guangde con il maestro Fabio Smolari (2002-2004 –  3° livello istruttori), Qi Gong “l’armoniosa primavera” con il maestro Marco Montagnani (2005-2006 – 1° livello istruttori) metodo Xiu Zhen Dao.Ha inoltre conseguito l’attestato di Shiatsu linfodrenante (2003) e massaggio connettivale riflessogeno (2003) della scuola osteoshiatsu, Shiatsu in gravidanza (2004) con Daniele Giorcelli, tecniche Shiatsu per la zona Lombare (2005), “trattamento delle anche e degli arti inferiori nel gengo shiatsu” con Daniele Giorcelli (2006), attestato “Meiso-shiatsu” riconosciuto CSEN.Nel 2005 svolge una docenza nel corso di formazione sulle discipline olistiche nell’ambito del progetto “Fior di Loto”, presso la ASL di Firenze. Ha diretto, insieme a Rosaria, l’associazione Acquaviva fino al 2012.Nel 2016 consegue il 3° DAN presso la Japan Educational Calligraphy FT di Tokyo, seguendo la scuola Bokushin Italia del Maestro Norio Nagayama.









4. Alba Tani
scultura


La scultrice Alba Tani presenta alcune opere inedite. Le sue sculture in terracotta ci raccontano frammenti di vita quotidiana colti sulla spiaggia in riva al mare.






Pensieroso, terracotta.
Giovane assorto nei suoi pensieri su uno scoglio in riva al mare.





Al sole, terracotta.
Donna colta in un movimento di apertura volto a godere a pieno dei caldi raggi del sole, in un momento di completo relax.





Sguardo al futuro, terracotta.
Figura femminile con gambe divaricate e braccia sui fianchi, sulla riva del mare con lo sguardo dritto davanti a lei verso l’orizzonte, una ragazza con il suo pancione proteso in avanti, a seno scoperto, il petto gonfio di un respiro profondo e sicuro, è pronta a guardare in faccia la vita e tutto quello che le riserva, salda nella sua posizione da fisicamente e metaforicamente le spalle al passato, è pronta per dedicarsi completamente a quello che ha davanti a se, i suoi giorni a venire, il suo futuro.






Amore materno, terracotta. Una madre intenta a giocare con il suo bambino, un momento ludico e intimo allo stesso tempo, un occhio attento può scorgere una gioia velata di sottile malinconia.









5. Cinzia Argenti
visual artist



"lo spazio si sente con la pelle, l'arte si guarda con l'anima"




Cinzia Argenti  attualmente vive e lavora a Livorno, la sua città natale. Come architetto svolge ricerca sulla relazione tra lo spazio e la persona e lavora sopratutto nel settore dell' interior design, ma è anche un'artista predilige tecniche miste, ama la sperimentazione, la gestualità, lavoro con la carta stampata, con la fotografia, col cartongesso e naturalmente, con i colori.
Si muove così tra questi due poli, alla continua ricerca di una conciliazione tra la parte più razionale e quella più libera dove il progetto si fonde col gesto artistico, il colore con il disegno, la costruzione con l’immaginato.




In occasione della mostra ci presenta alcune sue opere del progetto Other View

<< Questo progetto è il risultato di una ricerca svolta insieme all'amico e fotografo Alessandro Poggi, sulla città di Livorno. L'intento era quello di mostrare allo spettatore angoli della città poco conosciuti o prospettive inusuali di edifici e monumenti. Così l'ex metropolitan di Archea, il grattacielo di Michelucci, i grandiosi mori incatenati del Tacca e gli interni brutalisti di Tomassi sono gli oggetti prediletti di riflessione e lavoro. La fotografia acquista unicità e diviene mezzo di interazione artistica, la composizione si trasforma, il reale si fonde con l'immaginato. >>








Alì west
tela, 100x150
Alì east
tela, 100x150







Other
cartongesso 50x60


Other City
cartongesso 80x85


EMME III
cartoncino 50 x70









6. Patrizia Fallani
pittura



Patrizia Fallani è scultrice e calligrafa. La sua formazione artistica inizia alla fine degli anni 60. Risale infatti al 1969 la sua prima esperienza con l’argilla, durante gli anni degli studi all’Istituto d’Arte di Pisa. Ha poi frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia d’Arte di Carrara, dove la sua passione per la scultura si è ampliata e definita.
Tornata a Livorno, la sua citta’, ha frequentato i corsi dello scultore Giulio Guiggi all’Accademia Trossi Uberti di Livorno.
Dal 1978 ha partecipato a varie mostre collettive e personali in Italia e all’Estero. Tra le piu’ importanti e significative ci sono le mostre collettive al Palazzo Ducale di Massa, alla Certosa di Calci, al Castello di Lari, a Pietrasanta nel Chiostro di S.Agostino, e la mostra personale di scultura dal titolo ‘’A Memoria’’ che nel 2000 ha esposto alla libreria Feltrinelli di Milano e in seguito alla Libreria Gaia Scienza di Livorno.

Ha insegnato ceramica per molti anni nelle scuole, nei consultori giovanili, nei centri di recupero per tossicodipendenti e nelle strutture per soggetti con problemi psichiatrici gravi.
Il suo percorso si è orientato verso l’arte figurativa per molto tempo ma, dopo il 2000, praticando arti marziali si è avvicinata al mondo orientale e da dieci anni pratica shodo, l’arte della calligrafia giapponese. In questa disciplina e arte ha trovato quell’essenzialità e quella possibilità espressiva che cercava da tempo. 
Attualmente frequenta la Scuola di Shodo Bokushin Kai del maestro Norio Nagayama. Quest’anno, il 2017, ha esposto le sue opere calligrafiche in una mostra al Centro Donna
'’Un’esperieza femminile nella calligrafia orientale’’, insieme ad un’altra allieva di Norio Nagayama, Bendi Ghelarducci, e in una mostra personale ‘’Cuore D’Inchiostro’’ alla Biblioteca di Fiesole.

facebook.com/patrizia.fallani





''Ritratto di Primo Levi'' - terracotta - 1999

''Angelo'' - terracotta e oro - 1997


''Haikou'' - Incontro inaspettato - carta di riso e inchiostro - 2017

''Ie washi te banji naru'' - Se c'e' armonia tutte le cose vengono fuori. - Carta di riso e inchiostro - 2016
''Camminare in cerchio'' - Carta di riso e inchiostro - 2016



Opera in mostra

PesciCalligrafia giapponese, inchiostro su carta di riso.









7. Silvia Mori
incisione



"Ama l’arte, fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno.'' (Gustave Flaubert)


Silvia Mori, diplomata in pittura e scultura alla scuola d'arte F. Russoli di Pisa, realizza oggi stampe su carta attraverso la complessa tecnica della linoleografia delle vere e proprie incisioni su lastra vengono poi stampate su carta attraverso l’utilizzo di un torchio.
La linoleografia è una tecnica di stampa artistica diretta, di immagini e grafiche su carta, cartone o stoffa mediante l'uso di una matrice ricavata per incisione da una porzione di linoleum adatto. Il termine "linoleografia" deriva dal nome del supporto (linoleum) e dal greco "grapho" (scrivere). La matrice può essere utilizzata più volte per stampare diverse copie del progetto iniziale. Per stampare si può usare sia il torchio calcografico che la tecnica del 'cucchiaio', ultimamente Silvia ha sperimentato anche il Baren giapponese.
Grande appassionata di musica e cinema i suoi soggetti preferiti sono i ritratti di alcuni personaggi più famosi della storia del cinema e della musica.

In occasione della mostra ci presenta alcune stampe che ritraggono i volti femminili di alcuni dipinti di Modigliani, un omaggio all'artista livornese sicuramente unico e molto suggestivo.





Lastra di linoleum con volto ''Modigliani''














Bud, stampa su carta




Bela Lugosi - Dracula, stampa su carta






L'Orso stanco, stampa su carta






Jimi, stampa su carta




Amy, stampa su carta




Marv - Sin City, stampa su carta







8. Maria Romana Michelagnoli
disegno e pittura



Figlia d'arte Maria Romana Michelagnoli disegna, dipinge e scolpisce da sempre. Ogni sua opera è un mondo da scoprire, artista dalla personalità complessa, quasi caleidoscopica, ci da una visione del mondo ricca di suggestioni dove l'onirico si confonde con un surreale naturalismo, la natura incontra la fantasia in un intreccio di situazioni e personaggi fantastici. Non ha paura di mostrare ed indagare gli aspetti più profondi della psicologia umana portandoli sulla tela con tratti sicuri e inconfondibili. 






























9. Giulia Barini
fotografia


Giulia Barini, nata e cresciuta in Toscana, ha ereditato la passione per la fotografia da suo padre. Laureatasi in Letteratura Teatrale Italiana a Firenze, ha poi deciso di trasferirsi a Bologna dove ha conseguito il Diploma di Laurea Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una tesi dal titolo: “Minimo in due. La ricerca dell’identità nello specchio narrativo”. Il primo approccio allo strumento avvenuto nel 2011, anno in cui il mare divenne il soggetto per eccellenza, per un bisogno intransigente di contatto con la natura. Con il trasferimento a Bologna ha spostato l’occhio su nuovi temi: da commercianti, artigiani, bambini che giocano per strada, vecchie signore al mercato, a monumenti e vecchi palazzi; da strade e piazze variopinte a personaggi dello spettacolo. L’ultimo lavoro, infatti, le ha permesso di cimentarsi con la fotografia di scena e di operare per la prima volta con una casa di produzione Rai. L’ultimo impegno l’ha vista coinvolta al Festival del Cinema di Venezia, fornendo copertura fotografica per gli eventi della sezione Giornate degli Autori.


giuliabariniph.com

Giulia Barini     me, myself and I








Giulia Barini, Island Livorno, maggio 2016





DoDolls è un progetto fotografico che nasce a novembre 2016. La raccolta vede coinvolte delle bambole, pi precisamente delle Barbie, un’icona che passa di mano in mano, di generazione in generazione, diventando un simbolo controverso, considerato dalle bambine di tutto il mondo un modello da emulare. Una delle maggiori critiche, appunto, legata al fatto che la Barbie promuove un’idea irrealistica di immagine corporea, che ha portato le ragazze a imitarla cadendo molte volte nell’anoressia. Nascono cos degli scatti di denuncia sociale, in cui il monito dell’asservimento capitalistico si fa largo tra queste metafore del nostro (non) vivere quotidiano: dalla politica estera, a quella interna di ogni nazione, dalle realt che fatichiamo a combattere a quelle che invece dovremo tutelare.
Siamo strumentalizzati, proprio come delle marionette. Non siamo delle bambole ma ci comportiamo da tali. Non siamo inanimati ma ci comportiamo ogni giorno come dei pupazzi in attesa del burattinaio, pronto a guidarci e a metterci in posizione, cos come fa il fotografo con i propri soggetti. 







CONSUMO ERGO SUM

Il consumismo è parte integrante del nostro sistema vitale. L’essere umano respira, mangia, dorme e compra. In questo modo l’acquisto è diventato un bisogno primario, così come il senso di appartenenza e di identità che è racchiuso in ogni singolo oggetto “barattato” col vil denaro. Se prima, almeno, il commercio era visto come emblema della società e della socializzazione, in cui gli acquirenti creavano un rapporto diretto con gli esercenti andando di persona a procedere all'acquisto, oggi, con il commercio online, abbiamo perso anche quell’unico barlume relazionale, di condivisione che lega la precaria rete dell’umanità.

La società dell’accumulo e dello spreco ha perso quindi la radice comunitaria dello scambio e del bisogno, permettendo ai grandi marchi di nascondendosi dietro a pubblicità ritenute scandalose e oltraggiose, mascherando così lo sfruttamento minorile del terzo mondo.

Come Oliviero Toscani ha ritenuto efficace portare avanti le sue idee radicali, schiacciandosi dietro a un marchio che aveva bisogno di nascondere le atrocità che si celavano dietro la propria produzione, affermando che “Il conformismo è il peggior nemico della creatvità”, dall’altro lato c’è chi ha utilizzato la propria arte rimanendo conforme alla deontologia e all’etica che ne deriva. Alejandro Jodorowsky, infatti, ha sempre affermato come la morale incatena l’immaginario limitandone la creatività; tuttavia, la sua critica alla società è trasparente, una sorta di assorbimento, uno status di benessere insito nella consapevolezza della corruzione del mondo: egli non passa sopra a ciò che di brutto accade, ma lo attraversa.

In questo connubio di pensieri nasce il progetto Consumo ergo sum, la cui scelta del latinismo richiama proprio la perdita delle nostre radici culturali. Le immagini si caricano di interpretazione rivelandosi segno e stabilendo quindi una relazione tra il fruitore e l’oggetto di ogni rappresentazione.

Un ombrello, un foulard, una cornice, un paio di stivali si trasformano in protesi, consentendo di pervenire lo stimolo visivo là dove l’occhio non può arrivare. Ogni elemento entra in relazione con il suo acquirente, fino a divenire una sorta di prolungamento stesso della persona che ha deciso di possederlo.

Ognuna di queste donne, quindi, calata in una dimensione onirica, quasi nostalgica, si dilata nello spazio, compiendo una metamorfosi forzata dalla quale è già consapevole di non potere uscire. Nessuna è fiera della propria condizione, ma tutte la vivono come se fosse naturale, come se quell’oggetto sostituisse un organo con un elemento artificiale. La macchina fotografica non è più silenziosa ma entra prepotentemente nel loro mondo, come se fosse un prolungamento del braccio di chi la possiede, di chi ne fa un arto da sé.







Foto in mostra


Giulia Barini, Boia...








10. Michela Arena
pittura




Michela Arena vive e lavora tra Livorno e Ginevra, ha girato il mondo e le sue passioni sono l'Arte e la cultura enogia, attualmente lavora come Sommelier e gestisce una piccola galleria d'arte a Ginevra.

La sua pittura è istintiva e spontanea proprio come lei. Dotata di un'innata sensibilità al colore i suoi dipinti sono piacevoli panorami da godere quotidianamente senza venire mai a noia.









Tramonto, acrilico su tela 80x120








11. Serena Tria
pittura


Serena Tria,   Livorna
La pittrice Serena Tria, di origine pugliese, si forma all' Accademia di Belle Arti di Lecce.
Le Arti figurative (Pittura, Illustrazione, fumetto), sono la sua forma di espressione artistica da sempre.
Livornese di adozione, ha illustrato nel suo dipinto uno stendardo con l'effigie del Mastio di Matilde che è il primo stemma della città di Livorno di cui ci sia pervenuta traccia. Le origini della città sono comunque molto più antiche di questo blasone, ed il mare rappresenta infatti anche l'origine storica della città, sulle cui sponde si è venuta pian piano a formare come villaggio di pescatori.
I livornesi hanno nel sangue la cultura del mare a cui molti artisti locali si sono ispirati con varie forme d' Arte alla terrazza Mascagni che è un luogo emblematico della città, dal quale poter ammirare questa immensa distesa blu sotto la vastità del cielo, che la sovrasta e la accoglie.
Il mostro marino in primo piano è un ritratto dei mostri marini delle fontane del Tacca, citazione che rimanda al passato glorioso della città, voluta dai Medici, e che ha raggiunto il suo massimo splendore all'incirca cento anni fa.
Con il rosso colato si chiude il cerchio, simboleggia la passione e il coraggio che contraddistingue da sempre il popolo livornese.




Serena Tria,  Sirene








12. Jacopo Paoletti
pittura



Dopo essersi diplomato all'ITI come perito biologico sanitario, Jacopo Paletti ha deciso di intraprendere una strada completamente diversa verso il mondo del fumetto e dell'illustrazione, spronato dalla sua continua voglia di disegnare ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics e successivamente un corso per tatuatori. Attualmente sta lavorando al progetto grafico di un fumetto che uscirà in America e Francia i primi del 2018.
Il suo progetto per il futuro è l'apertura di uno studio di tatuaggi.





Notte folle in Venezia
Tecnica mista acquerello / acrilico






13. Eleonora Chiarurgi
video





Eleonora Chiarugi è nata nel 1988. Empolese di nascita, adottata dal mare livornese. Si è laureata in Scienze della Comunicazione con la predilezione per lo studio della comunicazione dell'immagine attraverso l'arte, in particolare nel campo cinematografico e della video art, basando la sua tesi di Laurea sullo studio dei musei interattivi e digitali con allegata un intervista dell'Architetto Filippo Innocenti. Ha conseguito successivamente alla laurea triennale un MAster a Milano per la progettazione di interventi di arte e design per il territorio. Ha una formazione molto eterogenea e autodidatta. Non si reputa un'artista ma una persona che ha un approccio poliedrico verso vari campi come la fotografia, il cortometraggio, il teatro e installazioni e organizzazione di eventi di arte collettiva con l'Associazione Tetris. Ha seguito laboratori di corti per ragazzi presso le scuole superiori di Empoli con i quali abbiamo avuto molti riconoscimenti. Al momento sta portando avanti un reportage sull'artigianato in Toscana, "Viaggio Artigianale", iniziato a partire dal 2012 percorrendo la costa tirrenica e arrivando fino all'Empolese Valdelsa. La prima parte è stata già esposta per alcuni eventi e circoli culturali, come "Le Cicale Operose" di Livorno, Maciset wine bar a Empoli. Mentre per la raccolta di "Paesaggi. Passaggi", le fotografie sono state esposte presso la Feltrinelli Point di Arezzo. 
La sua non è tanto una ricerca artistica, ma la voglia di raccontare storie e la bellezza di momenti che sorprendono, all'improvviso e senza filtri, nel quotidiano.






Il video di Eleonora Chiarurgi per LIVORNA ART CONTEST 2017



“Livorno. La città che vive. Fuori, dentro l'acqua“ è un video iconico, che ritrae due figure, una maschile e una femminile sotto l’acqua in riva al mare, quasi sul bagnasciuga, Infatti i rumori di sottofondo richiamano i passi sulla sabbia, il vento che soffia leggero e il respiro sott’acqua dei due. I due volti, il respiro, l’acqua, la sabbia, il chiacchiericcio, le alghe, disordine, un pezzo di plastica: rappresentano l’immagine di Livorno, ovvero una città che vive e che respira in simbiosi e amnioticamente sopra e sotto il mare. Livorno non può stare senza il mare, così come i suoi abitanti.  
I due protagonisti si trovavano sulla spiaggia e sono stati “reclutati” per caso, estemporaneamente.









14. Sergio Spolverini
disegno






DAI MORI ALLE CARIATIDI



I soggetti utilizzati per la composizione della presente opera se pur realizzati a circa trecento anni di distanza gli uni dagli altri (i mori vennero infatti realizzati da Pietro Tacca tra il 1623 ed il 1626 mentre le cariatidi furono disegnate da Amedeo Modigliani nel 1913/14) a mio avviso sono “vicini” nella postura ed anche, con i dovuti distinguo, nel significato.

Le figure, infatti, caratterizzate dalla comune torsione e plasticità dei corpi, sostengono tutte un peso: i mori il peso morale della schiavitù e le cariatidi il peso fisico delle strutture architettoniche soprastanti. Tutte accomunate comunque da un espressione distaccata che non lascia trasparire lo sforzo al quale sono chiamate.
Completa la composizione il semplice richiamo grafico alla Fortezza Vecchia, posto nel centro.
















15. Sara Spolverini
poesia





L’arte è il mio respiro vitale. Mi occupo di tutto ciò che è arte e creatività, disegno, dipingo e realizzo gioielli come pezzi unici personalizzati.
Il mio omaggio alla Città è una poesia. Un pensiero dedicato a questa città dove non sono nata ma che mi a accolto, come ha fatto con molti, un posto dove dopo brevi o lunghi viaggi si torna sempre, una poesia che ho scritto in un momento della mia vita dove trovandomi al famoso ‘’bivio’’ dovevo decidere se andare o restare, perché se è vero che ogni scelta è una rinuncia, forse ho deciso di rinunciare a tanto ma non sarei mai riuscita a rinunciare a questo.










Sara Spolverini, Lungomare di Livorno, marzo 2017














Vi aspettiamo in Atelier per la presentazione il 25 novembre orario 17.00-19.30. La mostra proseguirà fino all'8 dicembre dal lunedì al sabato orario 16.30-19.30.





facebook.com/saraspolveriniatelier










Si ringrazia per la collaborazione e il supporto