mercoledì 14 febbraio 2018

Il mito della mela


Sara Spolverini, Sei la mia metà, acrilico su tela 70x100cm







Il mito della mela è antichissimo, si può dire che è nato con l'uomo.



Nella Bibbia Adamo ed Eva commettono il peccato originale mangiando la mela, frutto della tentazione, vengono cacciati dal Paradiso terrestre, da allora non avranno più pace conosceranno il bene e il male, e in questo saranno però complici e uniti, se vogliamo la mela è il simbolo del peccato e della disobbedienza a Dio, ma diventa in qualche modo anche il simbolo di amore e complicità.



Nella mitologia greca la mela è il simbolo della bellezza e dell’Amore. Il Pomo d'Oro all'origine della lite tra le dee Afrodite, Era e Atena, che sarà poi la causa della Guerra di Troia, è una mela.  Eris la dea della discordia, venendo a sapere del banchetto di nozze tra la dea Teti e il mortale Peleo, offesa dal fatto che non fu invitata perché ritenuta da tutti portatrice di cattiva sorte, si presenta con il ''famoso dono'', una mela d'oro con su scritto ''alla più bella''. Le tre dee cominciano immediatamente a discutere su chi si meriti la mela, viene scelto come giudice imparziale Paride, figlio di Priamo re di Troia, il quale corrotto da Afrodite che in cambio li promette l'amore della più bella delle donne la spartana Elena, figlia di Zeus, proclama vincitrice la dea dell’amore. Il rapimento di Elena fu la causa della sanguinosa guerra di Troia, nel conflitto, che durò dieci anni, morì anche Achille, il più grande guerriero greco, figlio del re Peleo e della dea Teti. Achille, re dei Mirmidoni, fu ucciso da Paride che, per vendicare la morte del fratello Ettore, lo colpì con una freccia al tallone, suo unico punto debole.



Platone nel Simposio con il mito della mela cerca di dare una spiegazione al motivo per cui l'uomo è alla continua ricerca dell'amore, la spiegazione sta nel su essere per natura incompleto e nel desiderio di trovare armonia e completezza nell'unione dell'intero, per questo mosso dal sentimento dell'amore va alla ricerca della sua ''metà''. 


« Questo è il motivo per il quale la nostra natura antica era così e noi eravamo tutti interi: e il nome d'amore dunque è dato per il desiderio e l'aspirazione all'intero. »
(Platone, Simposio IV sec. a.C.)


Già in passato l'uomo riconosceva l'importanza dell'amore, Platone stesso essendo un filosofo riflette a lungo sulla forza dell'amore facendo l'esempio di un esercito dove l'organizzazione militare fosse basata su coppie di amanti.


« Se vi fosse dunque qualche possibilità perché una città o un esercito fossero costituiti per intero da amatori e da amati, non vi è modo per cui potessero disporre meglio la propria esistenza tenendosi lontani da ogni bruttura e gareggiando tra di loro in desiderio di gloria, e combattendo insieme gli uni con gli altri, essi vincerebbero, anche se in pochi, per così dire, tutti gli uomini. Infatti l'uomo che ama sarebbe disposto ad essere visto da tutti gli altri mentre abbandona la posizione o getta via le armi più che dal proprio amato e sceglierebbe di morire più volte invece di questo. E quanto ad abbandonare l'amato o non portargli aiuto quando corre pericolo non c'è nessun vile a tal punto che amore stesso non lo renda pieno di ardore in valore, tanto da eguagliarlo anche a chi è valorosissimo in natura... »

(Platone, Simposio IV, sec. a.C.)





Nell'antica Grecia, l'omosessualità all'interno delle forze armate contribuiva all'ethos del valore. Ethos (ἦθος) è un termine greco che indica “carattere", “temperamento", è l’insieme di quei valori e quelle norme, che costituiscono e determinano la disposizione, il carattere, il temperamento culturale di un popolo. Dalla stessa radice deriva anche ethikos (ἠθικός) che significa "teoria del vivere", da cui il termine “etica’’.
L’etica dell’esercito spartano si basava, infatti, sull’amore, sull’unità e sul coraggio. Vari autori antichi interpretavano il valore e il coraggio dei soldati spartani (ad esempio i 300 durante la battaglia delle Termopili) come dovuto e motivato da un legame omoerotico. Nel periodo di massimo splendore di Sparta (tra il VI e il IV secolo a.C.), si diceva che «un soldato spartano valesse molti più uomini di qualsiasi altro esercito».


« E così i Lacedemoni, che ad uno ad uno non sono inferiori in combattimento ad alcun popolo, uniti insieme sono i più valorosi uomini del mondo »

(Erodoto, Storie)





La forza dell'esercito spartano era fondata sul sistema del “battaglione sacro’’, l'aggettivo "sacro" (ἱερός, hierós), secondo Plutarco, che a sua volta cita Platone, è dovuto al fatto che l'amore è sacro in quanto "ispirato dagli dei" .


« Così io sostengo che Amore è il più antico fra gli dei, il più meritevole di onore e quello che è più padrone di spingere gli uomini, da vivi e da morti, all'acquisto della virtù e della felicità. »

(Platone, Simposio)




« Quando il pericolo incombe, gli uomini appartenenti alla stessa tribù o alla stessa famiglia tengono in minimo conto la vita dei propri simili; ma un gruppo che si è consolidato con l'amicizia radicata nell'amore non si scioglie mai ed è invincibile, poiché gli amanti, per paura di apparire meschini agli occhi dei propri amati, e gli amati per lo stesso motivo, affronteranno volentieri il pericolo per soccorrersi a vicenda. »




« […] si diede alla fuga non appena vide la Lambda scarlatta che brillava sugli scudi degli spartani dall'altra parte della piana »
(Empoli)





 

Il lambda (Λ; λ), o labda , secondo la sua pronuncia in greco antico, è l'undicesima lettera dell'alfabeto greco, e si traslittera con la lettera L (elle) italianaLa LambdaΛ’’ era il simbolo sugli scudi degli opliti della falange spartana. Gli opliti erano i soldati della fanteria pesante dell'antica Grecia. Il termine oplita deriva da hoplon caratteristico scudo bronzeo rotondo.
Il Lambda usata come simbolo sullo scudo dagli antichi spartani sta per “L’’ iniziale di Lacedèmoni, antico nome di questo popolo.




Forse proprio per questo riferimento all’amore libero, il lambda, venne utilizzato come simbolo da un movimento di liberazione omosessuale negli anni settanta; inoltre la Lambda fu anche una rivista gay italiana nata nel 1977.





A Sparta anche le donne godevano di maggiore libertà, diversamente alle altre donne greche, che trascorrevano la vita chiuse nel gineceo delle loro case, le spartane venivano educate a vivere liberamente, non godevano di diritti politici ma erano libere di dedicarsi al canto, alla danza e soprattutto agli esercizi ginnici, cui erano addestrate fin dalla più tenera età, in quanto si pensava che così facendo esse potessero crescere forti ed in salute e quindi partorire figli altrettanto sani e robusti. Anche se sposate, non erano tenute a dedicarsi né ai lavori domestici, cui provvedevano le schiave, né alla crescita dei figli, affidata alle nutrici. Gli altri popoli della Grecia, per questi motivi pensavano che le donne spartane avessero potere anche sugli uomini.

<< Un giorno una straniera avrebbe detto a Gorgo, moglie del re di Sparta Leonida I: "Voi spartane siete le sole donne che comandano i loro uomini". Gorgo rispose: "Sì, ma siamo anche le uniche capaci di generare dei veri uomini". >>







Altri riferimenti legati alla mela:

New York è detta “ la grande mela”.
Secondo la leggenda sulla testa del figlio di Guglielmo Tell viene messa una mela affinché egli potesse colpirla con una freccia.
Secondo la tradizione fu una mela che cadde in testa a Isaac Newton, a fargli intuire la legge di gravitazione universale.
Nella fiaba dei fratelli Grimm Biancaneve e i sette nani, è una mela rossa ad avvelenare Biancaneve, è metafora di tentazione, desiderio e pericolo.
La mela d'oro che Paride diede in premio ad Afrodite poiché ella era, secondo lui, la più bella dea dell’Olimpo.
I tre pomi d'oro del Giardino delle Esperidi, oggetto di un'impresa di Eracle e strumenti magici nel compimento del mito di Atalanta e Melanione.
La Apple Records ("mela" in inglese) è la casa discografica inglese fondata dai Beatles nel 1968;
La mela con un morso è il simbolo dell'azienda Apple Inc. (il cui nome significa, appunto, mela).
La Melevisione è un programma televisivo per bambini.
Il noto proverbio su questo frutto dice  “una mela al giorno toglie il medico di torno’’ e questo perché mangiare una mela tutti i giorni farebbe bene alla salute.
La mela è anche il simbolo di gioventù e libertà sessuale, nel film “Il tempo delle mele’’, il titolo allude all’età dell’adolescenza e alla scoperta dell’amore.
Melaverde è un programma televisivo italiano che ha come argomento il viaggio alla scoperta delle località e della cultura attraverso le tipicità regionali della penisola, affrontando temi legati alla tradizione e alla cultura dell'Italia. Un itinerario alla scoperta di sapori e tradizioni culinarie antiche, valorizzando il fascino e la bontà senza tempo della gastronomia regionale nostrana e svelando curiosità e storia di ricette tradizionali.






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