mercoledì 30 gennaio 2019

La Venere preistorica




Una delle opere più belle della storia dell'umanità è sicuramente la Venere di Willendorf, così chiamata perché rinvenuta (solo nel 1908) presso il sito archeologico di Willendorf in Austria. L'opera è estremamente antica, risale infatti al paleolitico, circa  30.000 anni a.Cè una piccola statuetta alta circa 11 cm, scolpita in pietra calcarea e in origine dipinta con ocra rossa. Rappresenta una figura femminile detta steatopigia (origine etimologica del termine vuol dire grandi natiche) per la caratteristiche dei glutei molto pronunciati. Attualmente é conservata presso il meraviglioso museo di Storia Naturale di Vienna, il Naturhistorisches Museum Wien. Essendo un'opera così bella ed importante è esposta in una sala apposita chiamata “Gabinetto di Venere”, accanto alla statuetta di Strazino (detta “Fanny”), risalente a 36.000 anni fa. Accanto a questa sala si trova la nuova collezione preistorica, inaugurata nel 2015, e il Gabinetto d’Oro con oggetti appartenenti ad un arco temporale di cinque millenni.



www.wien.info/it/sightseeing/museums-exhibitions/top/museum-natural-history

www.nhm-wien.ac.at




La Venere di Willendorf è così famosa perché è la prima statuetta steatopigia ad essere stata ritrovata. Successivamente negli anni sono state rinvenute numerose statuette femminili di questo tipo, spesso indicate proprio come Veneri paleolitiche o Veneri preistoriche.

Le interpretazioni di questo tipo di statue sono molteplici e nessuna certa, in epoca preistorica (ovvero prima della storia, prima della nascita della scrittura) non essendoci fonti scritte non è possibile avere una spiegazione certa e univoca di queste statue.

In generale gli studiosi la collocano all'interno del culto della donna e della Madre Terra. I caratteri femminili sono molto pronunciati, potrebbero rappresentare un desiderio di prosperità favorevole alla sopravvivenza. Anche il colore rosso ocra col quale la statuetta è dipinta è il colore del sangue e della vita, della nascita e della possibilità di generare tipica della donna. Trattandosi di un opera così antica non è possibile associare al colore rosso concetti moderni come la passione o l'amore, che verranno abbinati a questo colore solo in epoche successive ed in seguito ad un evoluzione socio-culturale di centinaia di secoli.
Il volto non è visibile e la testa sembra coperta da una folta capigliatura, le braccia sono sottili e conserte in una linea molto geometrica, squadrata, in contrasto con la rotondità delle forme del resto della figura. Questa curiosa posizione è forse l'aspetto più misterioso ed affascinante perché la ritroviamo (rappresentata sempre in modo così rigido e geometrico) in moltissime statuette femminili di epoca preistorica, ma rinvenute in siti archeologici diversi e molto distanti tra loro, appartenenti a popolazioni preistoriche diverse e distribuite in un areale che va dal Portogallo fino all'India.

Gli archeologi hanno cercato di rispondere al motivo per cui si siano trovate una  maggioranza di statuette femminili rispetto a quelle maschili, a mio parere non a senso focalizzarsi troppo su spiegazioni relative a ipotetiche società matriarcali, piuttosto che sul ruolo della donna o sul soggetto rappresentato in queste statue, che siano rappresentazioni di divinità, culto degli antenati, statuette votive o propiziatorie utilizzate in cerimonie sacre poco importa. La bellezza, l'armonia, la poesia di queste sculture e la maestria con cui sono state scolpite è stupefacente. Il gusto con cui la donna e la maternità è stata rappresentata, meraviglia l'occhio dell'uomo contemporaneo. Guardando queste bellissime Veneri preistoriche io non mi chiedo cosa siano o cosa vogliano rappresentare, opere di tanta bellezza non portano domande ma solo risposte. La bellezza della vita, della donna, della madre, della maternità, della Madre Terra e della Terra è unica, lo è oggi come lo era migliaia di anni fa, anche gli uomini (uomini e donne) primitivi lo avevano capito e le rendono omaggio creando opere di un bellezza unica e insuperabile.

Forse sta a noi oggi cercare di cogliere questi insegnamenti che i nostri antenati ci regalano con opere antichissime giunte sorprendentemente fino ai giorni nostri. Non bisogna dare sempre, per forza una risposta a tutto, catalogare, decifrare, chiudere in schemi, parole, concetti.
Le parole sono anche poesia, e la poesia è emozione, cosa provate guardando queste piccole 'grandi' statue, a cosa pensate? cosa vi dicono? di cosa vi parlano? dove vi portano? qual'è la bellezza di cui parlano?


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martedì 29 gennaio 2019

Benessere è equilibrio



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Prendersi cura di se è importante. Iniziare la giornata con lo yoga ad esempio risveglia l'energia del corpo e rilassa la mente. Lavorare, dipingere, scrivere qualsiasi impegno è più leggero e la creatività più fluida come l'acqua.






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domenica 20 gennaio 2019

10 buoni propositi

#1




Si è vero fare marketing non è il mio forte, non so “vendere il ghiaccio agli eschimesi”, ma ne vado fiera. Non trovo sia un mio limite anzi al contrario penso sia un valore aggiunto a quello che faccio. Perché chi acquista una mia creatura spesso torna sapendo di aver trovato qualcosa di unico, vero, autentico e speciale. Io desidero fare qualcosa di bello e utile per qualcuno, preferisco l’arricchimento interiore a quello esteriore. Esprimere, raccontare, emozionare è crescita per se stessi e per gli altri. Io non mi saprò vendere, ma non sono qui per vendere né me stessa né i miei lavori, io sono qui per regalare emozione e bellezza. Penso sia più importante chiedersi cosa siamo in grado di dare, prima di pensare a cosa chiedere.





#2
















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