mercoledì 14 agosto 2019

Genesi: è nato prima l'uovo o la gallina?

Genesi: è nato prima l'uovo o la gallina?


Quest’opera fa parte di un ciclo pittorico dedicato alla Nascita.
Con il termine ''nascita'' si intende in modo metaforico l’origine di un’idea, di un progetto, di un percorso, di una Nuova Via. Con l’immagine dell’uovo si allude alla nascita di una nuova vita spirituale.
Il nome Genesi fa riferimento al Mondo biblico, spirituale e cristiano. Il paradosso che segue, al contrario, appartiene al mondo della filosofia greca, e suggerisce riflessioni legate all’origine del Mondo da un punto di vista naturalistico ed evoluzionistico.

Il paradosso, infatti, viene già citato dagli antichi filosofi greci quali Aristotele e Plutarco.

Ma il primo che lo formula nel modo in cui lo conosciamo oggi è Ambrogio Teodosio Macrobio nella sua opera Saturnalia in cui prova a darne una risposta motivata:


(LA)
« "Ovumne prius exiterit an gallina?"... ovum prius a natura factum iure aestimabitur. Semper enim quod incipit inperfectum adhuc et informe est et ad perfectionem sui per procedentis artis et temporis additamenta formatur: ergo natura fabricans avem ab informi rudimento coepit, et ovum,
in quo necdum est species animalis, effecit: ex hoc perfectae avis species extitit procedente paulatim maturitatis effectu. » [1]


(IT)

« "È nato prima l'uovo o la gallina?" ...si ritiene, a ragione, che l’uovo sia stato creato per primo dalla natura. Infatti per primo ha origine ciò che è imperfetto e per giunta informe e attraverso qualità e tappe progressive prendono forma le aggiunte (intese come le caratteristiche dell’individuo adulto): dunque la natura cominciò a formare l’uccello da materia informe e produsse l'uovo, nel quale non vi è ancora la specie di animale: da questo a poco a poco ha origine una specie perfetta di uccello in seguito a un progressivo effetto di maturazione. »


(Ambrogio Teodosio Macrobio, Saturnalia VII,16) 


Al paradosso possiamo dare due spiegazioni, una scientifica e l’altra religiosa.
Da un punto di vista strettamente scientifico ed evoluzionistico la risposta al paradosso è l’"uovo", gli uccelli, e dunque anche le galline, derivano da animali dotati della capacità di deporre uova.
La risposta religiosa al paradosso, invece, si ritrova nella Genesi.

« In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. » [2]

(I primi due versetti del libro della Genesi, nonché l'incipit dell'intera Bibbia e della Torah)


Il Libro della Genesi (ebraico בראשית bereshìt, "in principio", dall'incipit; greco Γένεσις ghènesis, "nascita", "creazione", "origine"; latino genesis), comunemente citato come Genesi (femminile), è il primo libro della Torah del Tanakh ebraico e della Bibbia cristiana.

Poiché la Bibbia non menziona le uova, ne deriverebbe una creazione degli uccelli in forma già adulta: in questo caso il paradosso vede la "nascita" prioritaria della gallina rispetto all’uovo. 
In conclusione da quanto sopracitato è possibile affermare che dal modo di rispondere al paradosso è possibile in qualche modo capire se il nostro pensiero sull’origine del mondo sia più religioso o scientifico e, in questo senso, se diamo più importanza agli aspetti religiosi e spirituali della vita o a quelli più concreti e razionali.
Questo è lo scopo del quadro: un vero e proprio invito a una riflessione metafisica sulla vita.


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Descrizione del quadro


Il soggetto del quadro è una gallina in un prato con alcune uova ai suoi piedi.

La posizione della gallina, con lo sguardo verso destra, suggerisce l’idea di movimento verso l’avvenire, la sua attenzione è rivolta al futuro, questo perché secondo il modo di leggere occidentale da sinistra verso destra, lo sguardo si muove da sinistra a destra, a sinistra si trova l’inizio e a destra la conclusione.

Le uova sotto di lei brillano come di luce propria, è una gallina dalle uova d’oro: così come nella favola di Esopo [3] il contadino per avidità uccise la gallina e perse la possibilità di arricchirsi, così la creatività, il potere della creazione non deve essere finalizzato per scopo utilitaristico ma solo per l’amore in sé per l’Arte e la creazione stessa.

L’uovo che sta per schiudersi a sinistra è l’unico ad essere in posizione verticale, è l’uovo di Colombo, ma anche l’uovo del Brunelleschi.

L’enigma di riuscire a far stare un uovo “ritto sul tavolo’’ viene raccontato dal Vasari ne’ Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori. Solo il Brunelleschi vi riuscì, e ispirandosi all’uovo realizzò la Cupola di Santa Maria del Fiore di Firenze. [4]

Secondo l’aneddoto popolare, invece, Cristoforo Colombo, a coloro che giudicano con superficialità e leggerezza il lavoro degli altri, risponde << la differenza è che voi avreste potuto farlo, io invece l’ho fatto! >> [5]

L’uovo è simbolicamente e realmente all’origine della vita, le sue proprietà nutritive nutrono l’uomo dalla “notte dei tempi’’, prima di diventare stanziale e dedicarsi alla coltivazione e all’allevamento, l’uomo si nutriva delle uova degli animali che riusciva a trovare nei loro nidi. L’uovo è simbolo di natività e di purezza.

Così come dopo un periodo di gestazione i pulcini escono dall’uovo, allo stesso modo dopo un periodo ricerca introspettiva le idee escono dalla mente sotto forma di opere e creazioni. Ecco che l’uovo è l’immagine simbolica della mante, che sta per schiudersi, che sta per creare, dalla quale sta nascendo qualcosa che prima non c’era, la magia dell’Arte come quella della creazione sta nel creare e nel rendere visibile qualcosa che prima non esisteva affatto. In ogni uovo, in ogni creatura, in ogni atto creativo sta la magia dell’infinito, del divenire che è in noi e nella materia che muta in continuazione, un equilibrio perfetto di creazione e distruzione all’origine dell’Universo e del Mondo.



Note bibliografiche

[1]  Ambrogio Teodosio Macrobio, Saturnalia (V secolo, 430 d.C.)
[2]  La Sacra Bibbia (I primi due versetti del libro della Genesi, nonché l'incipit dell'intera Bibbia e della Torah)
[3]  Esopo, Le favole di Esopo, (VI secolo a.C.)
[4]  Giorgio Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori (1ª ed. originale 1550)

[5]  Girolamo Benzoni, Historia del Mondo Nuovo (pubblicata a Venezia nel 1565)




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